Le antiche peschiere di Peschiera del Garda

 
Sabato 14 Dicembre 2013, alle ore 17,00 nella Sala Radetzky del Museo della pesca e delle tradizioni locali, presso la Caserma d’Artiglieria di Porta Verona
verrà presentato il libro “Le antiche peschiere di Peschiera del Garda” curato da Fabio Gaggia, Gianluigi Miele, Giuliano Sala e Giorgio Vedovelli.
La pubblicazione, edita dal Centro Studi per il Territorio Benacense, è stata voluta e patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Peschiera del Garda.
Entrata libera
 
Attraverso l’analisi di numerosi documenti, in gran parte inediti (come le pergamene conservate nell’Archivio Storico del Comune di Peschiera), gli autori hanno ritrovato non solo il senso pregnante del toponimo “Peschiera” ma soprattutto hanno ricostruito, fin dalle origini, la storia economica di una città che in passato trovava soprattutto nella pesca (e nei traffici commerciali) la sua principale fonte di reddito. Dall’Alto Medioevo fino ai primi del Novecento, gran parte della popolazione di Peschiera si dedicava infatti, sia in modo diretto che in modo indiretto, all’attività della pesca nel luogo forse più privilegiato del lago di Garda: l’imboccatura del Mincio dove pesci come anguille e trote, a causa del loro migrare, incappavano nelle “peschiere”, ovvero in ingegnose strutture lignee (con casotti, graticci e reti) soprattutto nelle notti burrascose nel periodo che va da settembre a dicembre. Si giustificano così nello stemma comunale le araldiche anguille e la stella che trovano anche un preciso riscontro in un passo del Naturalis Historia dello scienziato latino Plinio il Vecchio.
Il testo, ricco di un consistente apparato iconografico, si sofferma non solo sulla storia della pesca ma anche sullo Stabilimento Ittiogenico, situato lungo il corso del Mincio, fiore all’occhiello della piscicultura italiana fra Otto e Novecento. Il lavoro si conclude con un saggio sulla mitica anguilla che finiva in pentola e sulle tavole imbandite delle famiglie aristocratiche soprattutto nei tempi in cui, per motivi religiosi, era obbligatorio mangiare di magro.
Il racconto si ferma là dove cominciano le testimonianze storiche raccolte dall’associazione “Amici del Gondolin” nel Museo della Pesca di Peschiera del Garda.